Direttiva NIS 2 e Packaging: conviene adeguare la linea di confezionamento esistente o investire in un nuovo impianto?
È questa la domanda che molte aziende manifatturiere si stanno ponendo con l’entrata in vigore del D.Lgs. 138/2024 (di recepimento della Direttiva NIS 2) e in vista dell'applicazione del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230.
A seguito di questa normativa, la scelta fra l’adeguamento o il rinnovamento della linea di confezionamento diventa tanto un obbligo legale quanto una scelta strategica.
In questo articolo affronteremo i seguenti argomenti:
Nata per innalzare la resilienza informatica nei settori critici e nelle catene di fornitura (supply chain), impatta in modo diretto anche i reparti di confezionamento e imballaggio.
Oggi, infatti, le linee di packaging non sono più silos isolati: sono impianti iperconnessi dotati di PLC, interfacce HMI, sensori IoT e moduli di teleassistenza da remoto, integrati nelle reti aziendali o in cloud.
Se da un lato questa digitalizzazione garantisce efficienza e produttività, dall’altro trasforma i macchinari in potenziali porte d'accesso per attacchi informatici e blocchi della produzione (Operational Technology - OT).
A differenza della precedente normativa, la NIS 2 amplia notevolmente la platea dei soggetti obbligati, dividendo le aziende in due macro-categorie sulla base di criticità del settore e dimensioni aziendali (di norma medie e grandi imprese con più di 50 dipendenti o 10 milioni di euro di fatturato):
Sottovalutare la Direttiva NIS 2 e trascurare l'adeguamento delle linee di confezionamento espone le aziende a conseguenze dirette sia sul piano normativo che su quello economico e reputazionale.
Il D.Lgs. 138/2024 fissa infatti un quadro sanzionatorio particolarmente severo:
Oltre al peso economico delle sanzioni, la normativa introduce una novità sostanziale: la responsabilità diretta degli organi di gestione aziendali, che possono essere chiamati a rispondere personalmente in caso di mancata adozione delle misure di sicurezza adeguate.
A questo si aggiunge un ulteriore rischio legale: l'installazione di componenti o software non protetti sulla linea operativa può compromettere la conformità dell'impianto ai requisiti di sicurezza del Regolamento Macchine (UE) 2023/1230.

Anche se un'azienda manifatturiera o un produttore di macchine da confezionamento non rientra direttamente tra i soggetti obbligati per dimensioni o fatturato, è la logica della Supply Chain a renderlo indirettamente soggetto alla norma.
La NIS 2, infatti, richiede espressamente alle aziende citate di garantire la sicurezza informatica dei propri fornitori e della propria catena di approvvigionamento.
Le macchine da confezionamento infatti non sono più elementi isolati all'interno dello stabilimento, ma impianti fortemente interconnessi. Vi sono 3 ragioni per cui adeguarsi:
Oltre alla Direttiva NIS 2, il panorama normativo europeo si arricchisce di due ulteriori pilastri fondamentali: il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 e il Cyber Resilience Act (UE) 2024/2847.
Il Cyber Resilience Act (CRA) impone l'obbligo di garantire requisiti di cybersecurity integrati fin dalla fase di progettazione (security by design) e per tutto il ciclo di vita del prodotto.
È proprio dall'intersezione tra sicurezza informatica e ammodernamento degli impianti che emerge il concetto di "Modifica Sostanziale", introdotto in modo stringente dal nuovo Regolamento Macchine:
Dinanzi ai nuovi requisiti si prospetta per le aziende manifatturiere la necessità di effettuare scelte strategiche.
Ovvero considerare se adeguare le linee esistenti alle norme sopra menzionate o investire in nuove.
In altre parole limitarsi a proteggere l'esistente con soluzioni perimetrali, effettuare un intervento di ammodernamento (revamping) o sostituire l'impianto con una linea di nuova generazione.
Sebbene il revamping possa apparire a prima vista come la scelta finanziariamente più contenuta, richiede un'attenta valutazione tecnico-economica.
L’adeguamento alle normative si rivela spesso un'illusione di risparmio a causa di una serie di costi nascosti e vincoli strutturali:

Di fronte alla crescente complessità tecnologica e normativa, la vera svolta strategica consiste nel passare da un approccio frammentato a un'architettura integrata e nativamente sicura.
È qui che si inserisce il valore di MF TECNO come unico partner costruttore e integratore dell'intera linea di packaging.
Sostituire un impianto obsoleto o non adeguabile con una nuova linea MF TECNO non significa solo adempiere alle normative, ma trasformare un obbligo di compliance in un vantaggio competitivo concreto:
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1) Esiste una "macchina certificata NIS2" o "a norma NIS2"?
No, non esiste alcuna certificazione NIS2 per le singole macchine industriali. La Direttiva NIS 2 (D.Lgs. 138/2024) si applica alla gestione del rischio informatico e alla continuità operativa dell'intera organizzazione aziendale. Tuttavia, per conformarsi ai requisiti NIS2 sulla sicurezza della supply chain e della rete OT, le aziende devono adottare macchine e linee di packaging con architetture di automazione, accessi remoti e tracciamento dei log predisposti per una gestione sicura dei dati.
2) In vista della NIS2 e del Regolamento Macchine 2023/1230, quando conviene il revamping e quando la sostituzione della macchina?
La scelta tra revamping o sostituzione macchina dipende da un'analisi tecnico-economica completa. Se l'intervento richiede la sostituzione di PLC, la riscrittura dei software di safety, la riprogettazione dell'architettura di rete OT o modifiche sostanziali alle prestazioni della macchina, si rischia di rientrare nella definizione di "modifica sostanziale" ai sensi del Regolamento Macchine (UE) 2023/1230. In questo caso, l'azienda si assume la responsabilità legale di nuovo fabbricante (inclusa la marcatura CE). Spesso, valutando i costi di integrazione e l'obsolescenza dei componenti, la sostituzione con una nuova linea integrata risulta economicamente più vantaggiosa nel medio-lungo periodo.
3) In che modo la cybersecurity per PLC e HMI incide sulla linea di confezionamento packaging?
Nel packaging moderno, PLC e interfacce HMI non sono più isolati ma connessi alla rete aziendale e al cloud per la teleassistenza e il monitoraggio della produzione. Un'architettura hardware o software datata e priva di segmentazione della rete OT o di autenticazione sicura trasforma la linea di confezionamento in una porta d'accesso vulnerabile ad attacchi ransomware. Proteggere l'automazione significa garantire la continuità produttiva ed evitare il blocco delle consegne.
4) Come garantisce MF TECNO la realizzazione di una linea di confezionamento con approccio security by design?
MF TECNO progetta le sue linee di confezionamento applicando i principi di security by design sia all'hardware che al software di automazione. Integrando nativamente gestione degli accessi, segmentazione di rete, teleassistenza cifrata e presidio dei componenti, MF TECNO garantisce la massima continuità operativa dall'alimentazione al fine linea. Questo approccio unificato riduce la complessità di gestione e mette al sicuro l'investimento produttivo per i successivi 10-15 anni.
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